Saul Leiter

Qualche giorno fa, il 26 novembre, è morto a New York un grande fotografo che ho ammirato moltissimo per la sua capacità di coniugare all'interno della fotografia di strada una ricerca pittorica. In effetti lui non era interessato alla fotografia di strada a scopi documentaristici ma piuttosto ricercava la bellezza nei dettagli delle immagini comuni. Per la verità fu anche un fotografo di moda ed uno fra i primi nel dopoguerra ad abbracciare la fotografia a colori.

Recentemente un film documentario di quest'anno ne racconta la vita e il suo lavoro: "In No Great Hurry" di Tomas Leach

Così scriveva delle sue passioni per la fotografia e per la pittura:

“Ancora oggi, non ho perso il piacere di osservare le cose e ammirarle e scattare fotografie o dipingere. A volte, mi sveglio nel mezzo della notte e prendo un libro di Matisse, o di Cézanne o Sotatsu. Un dettaglio che non avevo notato prima, di colpo attrae la mia attenzione. Dipingere è magnifico. Quando mi stendo sul letto penso alla pittura. Amo fotografare ma la pittura è un’altra cosa. Ho sempre fotografato in modo molto libero, senza avere in testa nessuna particolare immagine, fotografia o dipinto, che sia. Chi vede i miei dipinti pensa che esiste una relazione tra l’uso del colore nei miei quadri e nelle fotografie. … Cerco di rispettare determinate nozioni di bellezza anche se per qualcuno si tratta di concetti vecchio stile. Certi fotografi pensano che fotografando la miseria umana, puntano i riflettori su problemi seri. Io non penso che la miseria sia più profonda della felicità.”
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